Viaggiare non è solo spostarsi da un luogo ad un altro, viaggiare significa immergersi e scoprire nuovi luoghi, nuove atmosfere, sapori, colori e storie. Per tutto questo non c’è bisogno di muoverci, basta prendere un libro e la fantasia ci trasporterà nei posti più lontani e sconosciuti.
Le pagine di un libro hanno il potere di farci superare i limiti fisici dello spazio e del tempo fino a proiettarci in una dimensione onirica, ma al tempo stesso reale e concreta.
In questo periodo particolare che non ci è permesso viaggiare, leggere può essere il modo per ritrovare quella serenità e spensieratezza che solo la creatività e l’immaginazione ci permettono di ritrovare.
Nell’elenco che farò ci sono titoli un po’ fuori dai canoni classici della letteratura di viaggio, ma sono libri che mi hanno emozionata e trasportata in viaggi e avventure ricche di immaginazione. Spero che apprezzerete questa selezione.

“Basta un caffè per essere felici” di Toshikazu Kawaguchi
In realtà questo è il seguito di un libro intitolato “Finchè il caffè è caldo”, ma l’ho scoperto solo in seguito, non avevo mai letto questo autore e ne sono rimasta davvero colpita. Toshikazu Kawaguchi è uno sceneggiatore e regista e con il suo primo libro, citato precedentemente, ha conquistato la vetta delle classifiche del mondo, Italia compresa. Leggendo il libro, si coglie la scrittura tipica da sceneggiatura, ma non solo la trama ha davvero la capacità di proiettarti in un film immaginando tutti i vari protagonisti, ai quali alla fine sono sicura ti affezionerai.
Un romanzo dove a fare da sfondo è un’antica caffetteria giapponese dove accadono episodi davvero unici e particolari. Basta entrare, farsi servire una tazza di caffè caldo per essere trasportati in un viaggio del tempo dove poter incontrare di nuovo qualcuno o risolvere un caso in sospeso nel passato.
Le storie dei vari protagonisti si susseguono con grande attenzione al dettaglio e alle diverse caratteristiche di ognuno. Tutti loro hanno qualcosa da risolvere, ma si renderanno conto che per ritrovare la felicità non serve cancellare il passato, ma bisogna perdonarsi e dare spazio ad un nuovo inizio.
Per viaggiare nel tempo sono tante le regole da seguire, alcune anche molto rischiose…
“L’imprevedibile viaggio di Harold Fry” di Rachel Joyce
Rchel Joyce è una scrittrice britannica, ha scritto opere per BBC Radio 4 e ha vinto diversi premi. Questo è il suo primo, celebratissimo romanzo, bestseller in Inghilterra e Germania. Una storia emozionante, che commuove e tocca nel profondo.
Il libro racconta la storia di Harold, un tranquillo pensionato inglese, che colto dalla notizia della grave condizione di salute in cui riserva una sua vecchia amica in un paesino ai confini della Scozia, decide inizialmente di scriverle una lettera, ma poi preso da un forte impulso, inizia a camminare fino a compiere un vero e proprio pellegrinaggio verso la Scozia.
Un moderno Forrest Gump che si mette in viaggio attraversando le terre dell’Inghilterra da lui mai visitate, ma soprattutto inizia un cammino interiore che gli permette di espiare le proprie colpe nei confronti della sua famiglia. Un uomo buono e di grande cuore, che ci insegna a guardare aldilà delle cose nella giusta prospettiva.
“Le avventure di Washington Balck” di Esi Edugyan
Esi Edugyan decide di trasportarci nel 1830 nelle Barbados, dove un bambino di undici anni di nome Wash, lavora come schiavo in una piantagione di canna da zucchero. Abituato alla malvagità e alle barbarie subite dai suoi padroni è da sempre privato dal diritto di libertà.
Una svolta imprevista avviene però quando viene reclutato dal fratello del padrone per assisterlo nei suoi esperimenti scientifici, da qui in poi assistiamo ad una rocambolesca fuga a bordo del Nemboveliero che, come in un classico di Jules Verne, li conduce verso un’avventura oltre i confini.
Il lettore vive la crescita di Wash, lo accompagna dalla fanciullezza all’età adulta, maturando insieme a lui, fino a diventare uomo, un romanzo non solo storico ma soprattutto incentrato sull’affermazione dell’identità personale.
“Un indovino mi disse” Tiziano Terzani
Tiziano Terzani è stato un giornalista e scrittore italiano, ha vissuto in estremo oriente con la sua famiglia dove faceva il corrispondente per un settimanale tedesco. Ha lavorato anche per il Corriere della sera, L’Espresso e Repubblica. I suoi libri raccontano tutte storie di cui lui è stato il primo testimone e affronta temi che riguardano direttamente l’uomo raccogliendo un vastissimo pubblico di lettori che lo hanno seguito in tutti i suoi viaggi.
In questo romanzo, racconta di una profezia da parte di un indovino cinese, il quale afferma che nel 1993 Terzani correrà un grande rischio di morire. In particolare gli raccomanda di non prendere l’aereo. Giunto nel 1992, Terzani, ricordandosi della profezia, decide di trascorrere il nuovo anno continuando a lavorare e a spostarsi solo via terra e via mare, così facendo si accorge di poter visitare posti dimenticati dal mondo e conoscere persone con cui scambiare parole d’umanità ormai dimenticate.
Un mix di reportage e romanzo di viaggio, ma soprattutto infiniti spunti di riflessione sulla vita e sul mondo orientale in particolare, un vero capolavoro per mente e spirito.
“Novecento” di Alessandro Baricco
Un monologo toccante e poetico da leggere tutto d’un fiato. La storia di un pianista straordinario capace di produrre della musica unica e particolare, con cui ogni sera intrattiene ospiti di tutto il mondo. Novecento, questo era il suo nome, nato sulla nave, che negli anni tra le due guerre, navigava tra Europa e America e dalla quale non è mai sceso. Un personaggio che vive tra realtà e fantasia che viaggia da un luogo all’altro guardandolo solo da lontano, ma che lascia ogni volta dentro di lui una forte creatività e fantasia che fanno da ispirazione alla sua musica così travolgente e ricca di emozioni. Un libro piccolo, ma con un monologo che contiene un mondo intero.
Buona lettura!



















